Le nuove frontiere del factoring
Conoscenza, semplificazione, innovazione e supporto alle filiere: sono queste le sfide del factoring. In un mercato sempre più complesso e variabile, il settore può svolgere un ruolo ancora più rilevante nel sostenere la crescita delle imprese e la competitività del sistema produttivo italiano.
Desidero innanzitutto rivolgere un sincero ringraziamento agli Associati per la fiducia che mi hanno accordato affidandomi la Presidenza di Assifact. Raccolgo questo incarico con senso di responsabilità, consapevole della qualità del percorso costruito negli anni dall’Associazione e delle sfide che attendono il nostro settore.
Assumo la Presidenza in una fase che potremmo definire, senza esitazione, complessa ma anche – come sempre in queste situazioni – che presenta occasioni di sviluppo. Viviamo una stagione di profonde trasformazioni, nella quale i cambiamenti tecnologici, regolamentari ed economici si susseguono con estrema rapidità e le imprese sono chiamate ogni giorno a confrontarsi con novità e difficoltà: tensioni geopolitiche, volatilità dei mercati, trasformazione delle filiere produttive, digitalizzazione dei processi e crescente attenzione alla sostenibilità.
In questo contesto il factoring continua a dimostrare la propria solidità e la propria capacità di crescere e cambiare insieme alle esigenze delle imprese. I risultati del mercato confermano il ruolo centrale che il settore svolge a supporto dell’economia reale, della liquidità delle imprese e della stabilità delle filiere produttive. Ma credo che sarebbe un errore limitarci a osservare e consolidare i risultati raggiunti. Oggi siamo chiamati soprattutto a guardare avanti e anticipare i bisogni delle imprese.
La prima sfida riguarda la conoscenza.
Paradossalmente, uno strumento che movimenta volumi pari a circa il 13% del PIL italiano e che supporta decine di migliaia di imprese continua a essere, in molti casi, conosciuto solo parzialmente. Non mi riferisco soltanto alle imprese che ancora non utilizzano il factoring, ma anche, da parte di chi lo utilizza, a una comprensione non sempre completa delle sue potenzialità come strumento di gestione del capitale circolante, di sviluppo delle filiere e di supporto ai percorsi di crescita e internazionalizzazione. Questo perché il factoring è un prodotto articolato, che può assumere molteplici configurazioni.
Diffondere la conoscenza del factoring vuol dire contribuire a rendere le imprese più consapevoli delle soluzioni a loro disposizione. Vuol dire dialogare con imprenditori, professionisti, consulenti, operatori del credito e istituzioni. Vuol dire, soprattutto, portare in evidenza il valore che il factoring genera quotidianamente nell’economia reale.
Accanto alla conoscenza vi è una seconda sfida, altrettanto importante: la semplificazione.
Viviamo in un contesto sempre più complesso nel quale le imprese hanno bisogno e chiedono strumenti facili da comprendere, accessibili e integrati nei propri processi operativi. Anche per il nostro settore la semplicità non rappresenta un elemento accessorio, ma una leva strategica di sviluppo. Semplificare implica ridurre gli aspetti burocratici, favorire processi più fluidi e rendere l’esperienza del cliente sempre più efficiente ed efficace. Significa anche continuare a lavorare affinché il quadro normativo e regolamentare sia coerente con le caratteristiche e con il reale profilo di rischio del factoring.
Una terza grande sfida è quella dell’innovazione tecnologica.
La trasformazione digitale sta cambiando il modo di fare impresa e sta impattando anche il modo di fare credito. Le tecnologie digitali, l’intelligenza artificiale, l’automazione dei processi e l’integrazione delle piattaforme stanno creando nuove opportunità di efficienza e di servizio. Ma la tecnologia, da sola, non basta. Occorre accompagnare questa trasformazione con investimenti e con competenze adeguate, e dobbiamo supportare le imprese nell’acquisizione di tali competenze.
Nel factoring la tecnologia deve diventare uno strumento per ampliare l’accessibilità del prodotto (e su questo il settore ha già fatto molto negli ultimi anni, diventando sempre più strumento disponibile anche alla PMI), migliorare la qualità e lo scambio delle informazioni, ridurre i tempi di risposta e rafforzare ulteriormente la capacità di supportare le imprese.
Esiste poi una sfida che considero particolarmente significativa: quella di accompagnare l’evoluzione delle filiere produttive.
Le imprese operano sempre più all’interno di catene di fornitura articolate e fortemente collegate fra loro. In questo scenario il factoring e le soluzioni di Supply Chain Finance possono assumere un ruolo ancora più rilevante, contribuendo a rafforzare la resilienza delle filiere, favorire la liquidità di fornitori e clienti e sostenere la competitività complessiva del sistema produttivo. Le filiere rappresentano uno dei principali motori di sviluppo del Paese e il nostro settore può offrire un contributo concreto alla loro crescita.
Infine, non possiamo dimenticare la sfida della complessità regolamentare.
Il dialogo con le istituzioni e le autorità di vigilanza continuerà a essere una priorità per l’Associazione. Il nostro obiettivo è contribuire alla definizione di un quadro normativo equilibrato, che garantisca stabilità e trasparenza, ma che al tempo stesso riconosca il ruolo del factoring come strumento specializzato e a basso rischio al servizio dell’economia reale.
Le sfide che abbiamo davanti sono impegnative. Ma proprio nelle fasi di trasformazione emergono le opportunità più importanti. Il factoring ha dimostrato negli anni capacità di adattamento, resilienza e innovazione. Oggi dobbiamo continuare su questa strada, con l’ambizione di rendere il prodotto sempre più conosciuto, più semplice, più digitale e più vicino alle esigenze delle imprese.
È questa la direzione nella quale Assifact intende continuare a lavorare insieme ai propri Associati, con spirito di collaborazione, senso di responsabilità e con l’impegno che da sempre caratterizza il nostro settore.