Supply Chain Finance: Il ponte strategico tra finanza, sostenibilità e IA per il capitale circolante

Il ruolo strategico della Supply Chain Finance (SCF) come strumento di equità e governance tra sostenibilità, digitalizzazione e nuove sfide globali. Una riflessione sul futuro del capitale circolante e del factoring nell’era dell’intelligenza artificiale

Supply Chain Finance (SCF) è ormai un termine assai ampio, che raggruppa tutte le soluzioni progettate per ottimizzare e bilanciare il capitale circolante delle imprese nelle catene di fornitura, valorizzando le relazioni tra acquirenti e venditori.

Si ispira, più o meno esplicitamente, alla stakeholder view, che ha costituito un cambiamento forte di paradigma, inserendo l’azienda in un ecosistema più ampio e complesso, ed è di fatto la messa a terra di tale visione, non solo finanza ma una leva gestionale, forse addirittura strategica per implementare la governance degli stakeholder.

La SCF è il ponte, un vero e proprio strumento di equità, tra la salute finanziaria dell’impresa e la sopravvivenza dei suoi partner più deboli. Trasforma i principi astratti della stakeholder view in obiettivi, azioni, incentivi concreti. Se non funziona, può trasformarsi anche per il compratore in un rischio sistemico. Le catene di forniture sono ormai strettamente interdipendenti a livello anche internazionale (global value chains), contraddistinte sovente da stakeholders multiruolo (fornitori vs clienti): occorre dunque adottare un approccio di network, anziché improntato a relazioni bilaterali.

In questo contesto assetti finanziari non adeguati, in particolare condizioni di credito non favorevoli, rischiano di rendere vulnerabili le catene di fornitura.

Sul piano generale sono tempi duri per la stakeholder view: nell’Edelman Trust Barometer, una survey autorevole che raccoglie circa 34.000 opinions in 28 paesi al mondo, il tema chiave per il 2026 è stato “insularity”, cioè grettezza, ristrettezza di vedute, il passaggio dal “noi” all’”io”, tutto il contrario dei principi del cosiddetto capitalismo degli stakeholder!

In ogni caso la SCF manifesta una tendenza complessivamente crescente, anche se la sua dimensione complessiva, stante la complessità del fenomeno, non è facile da stimare. Secondo il World supply chain market report, comunque parliamo di una crescita media attesa annua di oltre il 10% a livello mondiale.

Numerose le sfide che il mondo SCF deve affrontare.

In primo luogo, la SCF sta prendendo a bordo il tema della sostenibilità: SSCF -sustainable supply chain finance, costituendo un supporto alle transazioni commerciali che minimizza gli impatti negativi e crea benefici ambientali e sociali per tutti gli stakeholder. Può essere un impulso formidabile, esercitando un effetto “disciplina” sul mercato, in direzione degli obiettivi ESG (pur oggi attraversati da diversi dubbi normativi e non solo). In questa direzione va il progetto G-Row, un’alleanza tra imprese promossa da ENI, alla quale anche l’industria del factoring, tramite Assifact, aderisce.

In secondo luogo, emerge chiaramente che la SCF costituisce un terreno formidabile per sperimentare soluzioni operative che fanno ricorso alla digitalizzazione e all’IA. Possono essere migliorati i processi di pagamento, i dati resi granulari e le maggiori informazioni disponibili rendono i crediti più finanziabili, si possono registrare minori errori, costi amministrativi, ritardi involontari. Si tratta ancora di indizi ed evidenze non sempre rigorose e univoche. Un importante studio condotto su oltre 3.000 imprese cinesi quotate mostra, ad esempio, che la relazione tra intensità della SCF e produttività risulta a U rovesciata, oltre una certa soglia i benefici diminuiscono, forse a causa dei costi di coordinamento del network e della sua maggiore complessità. I casi First Brands e Radian World fanno discutere.

L’utilizzo della IA, almeno secondo i modelli attuali così come sono addestrati, non sembra mettere al riparo totalmente dai rischi connessi a una non corretta distinzione tra dilution e frodi, che emerge da una valutazione accurata della sequenza: esistenza e autenticità del credito; validità e opponibilità della cessione; performance commerciale e dilution; default del debitore; rischio del servicer e controllo degli incassi; concentrazione, funding e liquidità dei veicoli coinvolti.

Più in generale, non vi è dubbio che la digitalizzazione sta supportando l’evoluzione del factoring verso un ruolo più ampio nella gestione del capitale circolante: l’intelligenza artificiale potrebbe rappresentare il prossimo salto evolutivo, trasformandolo in una piattaforma avanzata per la gestione dei flussi finanziari, dei pagamenti e delle relazioni di filiera. Ciò apre nuove opportunità per l’industria del factoring e per imprese. Il Consiglio di Assifact sta concentrando la propria attenzione su questi temi, con una serie di iniziative previste per il 2026 e il 2027. Stay tuned!