Factoring: cresce il mercato, cresce il suo ruolo per l’economia reale
Nel 2025 il factoring italiano ha confermato solidità, resilienza e capacità di crescita in un contesto caratterizzato da tensioni geopolitiche, rallentamento economico e trasformazioni normative. Con 289 miliardi di euro di turnover, oltre 32 mila imprese servite e prospettive di sviluppo superiori a quelle del PIL, il settore rafforza il proprio ruolo di infrastruttura finanziaria per la liquidità delle imprese e la stabilità delle filiere produttive. La sfida per il futuro? Più conoscenza, più innovazione e maggiore semplicità di utilizzo
L’Assemblea Annuale Assifact, svoltasi il 24 giugno 2026 presso l’Auditorium UniCredit Tower Hall di Milano, ha rappresentato come ogni anno un importante momento di confronto tra gli operatori del settore del factoring, le istituzioni, il mondo imprenditoriale e accademico. Un’occasione per fare il punto sull’attività dell’Associazione, sull’andamento del mercato e sulle principali trasformazioni che stanno interessando l’economia e il mercato del credito.
Al centro dell’edizione 2026, il convegno pubblico “Factoring Plus Ultra: alla scoperta delle nuove frontiere del credito”, dedicato alle tematiche che stanno ridefinendo il ruolo degli intermediari finanziari: dalla crescente complessità geopolitica ed economica all’evoluzione normativa, dalla digitalizzazione all’euro digitale e all’emergere di nuove infrastrutture finanziarie, fino alla trasformazione delle filiere produttive. In questo scenario, il credito è chiamato a evolvere per continuare a sostenere efficacemente l’economia reale.
I protagonisti dell’evento, oltre alla sottoscritta che ha avuto il compito di presentare la relazione annuale sul mercato del factoring e sull’attività associativa, evidenziando i risultati raggiunti dal settore e le priorità strategiche per il futuro, sono stati Daniela Ferrari, Amministratrice Delegata di UniCredit Factoring, e Alessandro Carretta, Segretario Generale Assifact, in apertura lavori, l’economista Giovanni Tria, intervistato dal giornalista Ferruccio de Bortoli, Nicola Branzoli (Banca d’Italia), Loredana Federico (Investment Institute UniCredit), Diego Tavecchia (Assifact), Gianfranco Torriero (ABI) e Vittoria Carli (Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici), moderati da Nicoletta Burini (Assifact) nella tavola rotonda “Alla scoperta delle nuove frontiere del credito”.
Questo susseguirsi di interventi e contributi interessanti e qualificati ha offerto l’opportunità di fornire non solo una lettura dei risultati conseguiti dal mercato del factoring nel 2025, e presenti nella Relazione annuale Assifact e nel Rapporto sul mercato del factoring, ma anche una riflessione sulle direttrici lungo le quali il settore sarà chiamato a svilupparsi: conoscenza, semplificazione, innovazione e supporto alle filiere produttive.
Factoring: si conferma il valore del settore
Lo scenario nel quale si è sviluppata l’attività del settore nel 2025 è stato caratterizzato dalla ormai consueta, purtroppo, incertezza globale, alimentata dalle tensioni geopolitiche e dal conflitto in Medio Oriente, che hanno determinato un rallentamento delle prospettive di crescita, un ritorno di pressioni inflazionistiche e un irrigidimento delle condizioni finanziarie. L’aumento dei prezzi dell’energia e la volatilità dei mercati hanno inciso sulla fiducia delle imprese, pur in presenza di fondamentali nel complesso solidi e di un sistema finanziario resiliente.
In questo quadro, le imprese hanno continuato a manifestare un fabbisogno di strumenti in grado di sostenere la liquidità e la gestione del capitale circolante, e il mercato del factoring ha confermato il proprio ruolo anticiclico e di sostegno del sistema produttivo. La conferma come strumento di supporto delle imprese si estende anche alle situazioni di tensione finanziaria, grazie alla capacità di accompagnare le fasi di riequilibrio della liquidità, di operare con sempre maggiore successo nel contesto delle procedure e delle nuove modalità di gestione della crisi e di garantire la continuità operativa.
A livello globale il comparto ha continuato a crescere, superando i 4.000 miliardi di euro (+3,7% su base annua), e l’Europa si conferma il principale mercato di riferimento, con una quota pari a circa il 66% del totale globale. L’Italia mantiene una posizione di assoluto rilievo, confermandosi il quarto mercato europeo del factoring. Il turnover ha raggiunto i 289 miliardi di euro, con una crescita del 3,8% e un’incidenza sul PIL pari a circa il 13%. Gli anticipi e i corrispettivi erogati si sono attestati intorno ai 60 miliardi di euro, a conferma del contributo concreto del settore al finanziamento dell’economia reale.
Il Rapporto Annuale sul mercato del factoring 2025, pubblicato proprio in occasione dell’Assemblea, attesta quanto il factoring sia uno strumento per la gestione del capitale circolante diffuso e trasversale: è utilizzato da oltre 32.000 imprese, prevalentemente PMI, pur in un mercato che continua a vedere una forte concentrazione dei volumi sulle imprese di maggiore dimensione, ed è capace di generare liquidità stabile a supporto delle filiere produttive. Si caratterizza per una diffusione trasversale tra i diversi settori economici, con una prevalenza per il settore manifatturiero.
L’evoluzione del mercato evidenzia una crescente articolazione dell’offerta. Continuano a crescere il factoring internazionale, che rappresenta ormai oltre un quarto dei volumi complessivi, le operazioni senza notifica e il maturity factoring, mentre la Supply Chain Finance si conferma una componente centrale dell’ecosistema del credito commerciale.
Si osserva infatti una costante evoluzione a livello globale delle soluzioni di Supply Chain Finance, che in Italia registrano volumi pari a circa 27 miliardi di euro. In questo ambito, il progressivo sviluppo del confirming rappresenta un segnale particolarmente interessante: si tratta di uno strumento che consente di lavorare in modo sempre più strutturato con le filiere produttive, coinvolgendo i grandi buyer come attori attivi nella diffusione del prodotto e facilitando l’accesso al factoring da parte dei fornitori, anche a condizioni economiche più favorevoli.
Dal punto di vista qualitativo, il settore continua a distinguersi per un profilo di rischio contenuto, con oltre il 97% delle esposizioni in bonis e un’incidenza dei crediti deteriorati pari a poco più del 2% e delle sofferenze pari allo 0,96%.
Permangono alcune criticità strutturali, in particolare nelle operazioni di smobilizzo dei crediti verso la Pubblica Amministrazione. Oltre ai tempi medi di pagamento ancora elevati, pari a circa 138 giorni, e una quota significativa di crediti con ritardi rilevanti, classificati pertanto tra i deteriorati, persistono regole prudenziali che penalizzano tale tipologia di operatività, nonostante il contenuto livello di rischio effettivo, nonché un quadro normativo relativo alla cessione dei crediti ancora eccessivamente burocratizzato e caratterizzato da profili di iniquità, anche in ragione della facoltà riconosciuta al debitore pubblico di opporsi o non aderire alla cessione. Si tratta di un ambito nel quale è necessario proseguire con decisione nel percorso di semplificazione.
In sintesi, il settore ha dimostrato resilienza e capacità di adattamento in un quadro caratterizzato da costante complessità normativa, evoluzione dei rischi e trasformazioni tecnologiche. Il buon andamento del mercato, unito alla solidità degli attivi e al contenuto profilo di rischio, rafforza il ruolo del factoring quale componente strutturale del sistema finanziario, soluzione per la continuità delle imprese e leva fondamentale per la competitività delle stesse.
Conoscenza, semplificazione e innovazione: le priorità del futuro
Da questa analisi, dal mio punto di vista, emerge con chiarezza un messaggio che ritengo centrale: la regolamentazione è certamente importante e continuerà a richiedere attenzione e dialogo con le istituzioni. Ma, accanto a questo, vi è un tema altrettanto rilevante, se non più strategico per il futuro del settore: la diffusione della conoscenza del factoring e la semplificazione del suo utilizzo.
Quando parliamo di conoscenza, non dobbiamo riferirci soltanto all’educazione finanziaria delle imprese (e degli altri attori coinvolti, quali ad esempio, gli esperti della crisi o i professionisti del credito), ma anche all’educazione tecnologica. Il funzionamento delle piattaforme, l’integrazione digitale nei processi aziendali, la gestione elettronica dei documenti e dei flussi informativi sono elementi che incidono direttamente sulla possibilità di accesso e di utilizzo del prodotto.
I “nodi tecnologici” rappresentano oggi, in molti casi, una vera e propria barriera all’utilizzo del factoring, tanto quanto la scarsa conoscenza dello strumento e delle sue potenzialità. Per questo motivo, la digitalizzazione deve essere intesa come leva fondamentale non solo di efficienza interna, ma anche di ampliamento della base di clienti e utilizzatori.
La semplificazione, in questo senso, è un obiettivo che va perseguito su più fronti concreti. Penso, ad esempio, alla necessità di rendere più efficaci e diffusi i processi di onboarding a distanza, riducendo tempi e complessità nell’accesso ai servizi. Allo stesso modo, è fondamentale intervenire per semplificare la cessione dei crediti verso la Pubblica Amministrazione, oggi ancora caratterizzata da elementi di rigidità procedurale che ne limitano il pieno potenziale. In questo quadro, strumenti come il confirming dimostrano come sia possibile coniugare innovazione, educazione finanziaria ed educazione tecnologica, creando ecosistemi in cui i grandi buyer capo filiera svolgono un ruolo di accompagnamento e diffusione della cultura del factoring presso le PMI.
Nel corso dell’esercizio che si è appena chiuso, Assifact ha operato con determinazione lungo queste direttrici, rafforzando il proprio ruolo sul piano istituzionale, ma anche nella promozione della conoscenza del prodotto e dell’innovazione del settore. L’Associazione ha rafforzato in modo significativo la propria azione di posizionamento istituzionale, affiancando alle attività tradizionali una iniziativa straordinaria di comunicazione e rappresentanza. Attraverso studi di alto profilo – come la ricerca realizzata con SDA Bocconi –, un’intensa presenza sui media, eventi e momenti di confronto con imprese e istituzioni, l’Associazione ha dato maggiore visibilità al valore del factoring per la liquidità, la stabilità e la competitività dell’economia reale. Contestualmente, Assifact ha sostenuto con maggiore incisività il dialogo con il legislatore e le autorità competenti, promuovendo la necessità di una regolamentazione più semplice e proporzionata, coerente con le caratteristiche del prodotto e con il suo effettivo profilo di rischio, a beneficio delle imprese e del sistema produttivo nel suo complesso.
Sul piano più generale, l’Associazione ha continuato a svolgere un ruolo centrale di rappresentanza, analisi e supporto al settore, intensificando il dialogo con istituzioni nazionali ed europee sui principali dossier regolamentari. Parallelamente, è proseguita con decisione l’attività di produzione e diffusione della conoscenza, attraverso gli Osservatori, le ricerche e le collaborazioni con il mondo accademico e istituzionale, contribuendo a qualificare ulteriormente il factoring come strumento finanziario evoluto. Gli approfondimenti hanno incluso i temi dell’internazionalizzazione, dell’innovazione digitale e tecnologica e della sostenibilità, ambiti nei quali il settore sta progressivamente integrando nuovi modelli operativi e di gestione dei rischi.
Un impegno altrettanto rilevante ha riguardato il supporto agli Associati, attraverso attività continuative di informazione, assistenza tecnica e formazione, nonché lo sviluppo o il supporto di strumenti operativi utili a rafforzare efficienza e competitività.
Il settore del factoring si presenta oggi con fondamentali solidi, prospettive di sviluppo e un ruolo sempre più centrale nel sistema economico. Le previsioni indicano un percorso di sviluppo ancora positivo, superiore a quello dell’economia nel suo complesso.
Ci aspetta una fase in cui sarà importante innovare e crescere, senza però sottovalutare i rischi e la complessità del contesto. Dobbiamo, in particolare, continuare a rendere il factoring più accessibile, più semplice e più integrato nei processi delle imprese, affiancando al necessario presidio regolamentare un impegno ancora più deciso sulla conoscenza, sull’innovazione e sulla trasformazione digitale.
È su questo terreno che possiamo rafforzare ulteriormente il contributo del settore alla competitività del sistema produttivo e in questa direzione rivolgeremo l’azione associativa.
Desidero, in conclusione, esprimere un sentito ringraziamento a tutti i membri del Consiglio e degli organi associativi, delle Commissioni tecniche e dei Gruppi di Lavoro, nonché allo staff dell’Associazione, per il lavoro svolto e il costante supporto offerto. Il contributo di tutti è stato fondamentale per il rafforzamento del ruolo di Assifact e per la crescita del settore.