Il factoring e la crisi d’impresa: il bilancio del Roadshow di Generalfinance
Non più un semplice strumento per gestire il circolante, ma una vera leva operativa per garantire la continuità aziendale e il rilancio industriale. È questo il filo conduttore che ha guidato il roadshow “Il Factoring e la Crisi d’Impresa: scegliere per crescere”, promosso da Generalfinance. Tre tappe – Roma, Madrid e Milano – che hanno riunito istituzioni, partner finanziari, advisor, studi legali e imprese attorno a questo tema ormai centrale per il sistema produttivo europeo
Non più un semplice strumento per gestire il circolante, ma una vera leva operativa per garantire la continuità aziendale e il rilancio industriale. È questo il filo conduttore che ha guidato il roadshow “Il Factoring e la Crisi d’Impresa: scegliere per crescere”, promosso da Generalfinance. Tre tappe – Roma, Madrid e Milano – che hanno riunito istituzioni, partner finanziari, advisor, studi legali e imprese attorno a questo tema ormai centrale per il sistema produttivo europeo.
In un contesto segnato da crescita debole, tensioni geopolitiche, inflazione e irrigidimento del credito, il confronto ha messo in luce il ruolo sempre più strategico degli operatori specializzati nel supportare le imprese in fasi di discontinuità. Uno scenario in cui il comparto continua a dimostrare resilienza: secondo i dati Assifact, il turnover cumulativo del mercato italiano ha superato i 289 miliardi di euro nel 2025 (+3,83% rispetto all’anno precedente), confermandosi come uno dei principali canali di finanziamento alternativi per le imprese.
L’edizione 2026 segna un passaggio importante per il format, che per la prima volta assume una dimensione internazionale, specchio della recente espansione della società in Spagna e di un modello di business focalizzato sulle imprese in special situation, distressed e sulle PMI. Una crescita che consolida il posizionamento di Generalfinance come uno dei principali operatori indipendenti italiani nel factoring specialistico, grazie a un presidio integrato tra finanza, gestione del rischio e supporto ai processi di turnaround.
A Roma il confronto si è concentrato sul rapporto tra strumenti pubblici e mercato nella gestione delle crisi. Il dibattito, aperto dal videomessaggio del Ministro Adolfo Urso, è entrato nel vivo con gli interventi di Daniele Straventa (Invitalia), Andrea Nuzzi (CDP) e Mattia Losego (MIMIT), che ha approfondito le politiche industriali a supporto delle imprese in tensione finanziaria o coinvolte in tavoli di crisi ministeriali. Il confronto ha evidenziato come la collaborazione tra istituzioni pubbliche e soggetti specializzati sia ormai cruciale per la salvaguardia del tessuto produttivo.
La tappa di Madrid ha invece acceso i riflettori sul mercato iberico e sulle opportunità di sviluppo del modello italiano delle special situations. Il dibattito si è sviluppato in scia alla recente riforma della Ley Concursual (la legge fallimentare spagnola), che favorisce gli strumenti di ristrutturazione preventiva e l’iniezione di nuova finanza. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, Marco Bolognini di Maio Legal, Giannicola Rocca ODCEC Milano e Federico Bonanni Head of Deal Advisory Italy and Restructuring EMEA KPMG, evidenziando come il factoring specialistico sia la risposta più efficace nei mercati che richiedono rapidità degli interventi di restructuring.
A Milano, nella cornice di Palazzo Mezzanotte, il focus si è allargato all’impatto delle dinamiche macroeconomiche sulle imprese italiane. L’analisi di Giulio Tremonti ha mostrato come l’incertezza globale richieda soluzioni di finanziamento flessibili e complementari al canale bancario. Il dibattito è stato arricchito dal contributo di Alessandro Carretta (Assifact) e dei professionisti di Deloitte, EY, KPMG, PwC e GOP, i quali hanno ricordato come l’integrazione dello smobilizzo dei crediti commerciali sia determinante per l’efficacia dei piani di risanamento. Spazio anche al pragmatismo, con tavole rotonde dedicate a casi aziendali concreti attraverso le testimonianze di realtà come COIN, MV Agusta e Compagnia del Gusto.
Nel complesso, il roadshow ha confermato che il factoring sta cambiando pelle: non è più solo un supporto tecnico, ma un pilastro nei percorsi di trasformazione industriale. In uno scenario in cui molte imprese si trovano a operare con margini compressi, supply chain instabili e un accesso al credito tradizionale sempre più selettivo, gli operatori specializzati diventano centrali per garantire liquidità e continuità operativa.
I dati presentati mostrano infatti una contrazione significativa del credito bancario verso le imprese ad alto rischio, a fronte di un costante aumento in Italia delle procedure di Composizione Negoziata e ristrutturazione. Il factoring specialistico interviene proprio in questa dimensione, assumendo un ruolo nuovo: da rimedio necessario in fase di crisi a strumento attraverso cui le imprese possono sostenere la crescita anche in contesti di mercato complessi come quello attuale. Proprio in tal senso, si è speso l’intervento conclusivo del Roadshow 2026 da parte di Maurizio Dallocchio, Presidente di Generalfinance nonché stimato professore di corporate finance della SDA Bocconi. Il Presidente ha colto l’occasione per evidenziare, dati alla mano, la progressiva riduzione dell’esposizione bancaria verso il mondo corporate e la conseguente duplice opportunità che si apre sul mercato: da un lato, per gli intermediari non bancari, la possibilità di intercettare una quota crescente di domanda; dall’altro, per le imprese, l’accesso a soluzioni di finanziamento più flessibili, rapide e aderenti alle esigenze operative reali.
In questo contesto, Generalfinance riesce a immettere liquidità cruciale nel sistema grazie a una profonda mitigazione del rischio ed a un modello fortemente diversificato. La società esprime infatti una media di 59 debitori per cliente (rispetto a una media di mercato pari a 6) e mantiene livelli di qualità del credito nettamente superiori al sistema. Un modello solido, con lo sguardo già rivolto al consolidamento del modello sul mercato spagnolo e la prossima apertura del mercato svizzero.