Sotto le luci della Ville Lumière, il factoring europeo scopre nuovi percorsi
Nel cuore di Parigi, l’undicesima edizione dell’European Factoring Summit ha mostrato come il factoring europeo stia entrando in una fase cruciale per il futuro del settore. Le discussioni emerse nella Ville Lumière hanno messo in luce una pluralità di nuovi percorsi che si aprono simultaneamente, intrecciando sfide vecchie e nuove e suggerendo un cambio di passo per l’industria: nuovi dossier regolamentari, evoluzioni prudenziali, sfide ESG e un contesto normativo in trasformazione, con “semplificazione” e “competitività” come principi guida. Sotto le luci della Tour Eiffel, il settore si prepara a una stagione di scelte strategiche e opportunità.
L’undicesima edizione dell’European Factoring Summit, tenutasi a Parigi e organizzata congiuntamente da EUF e FCI il 23 e 24 marzo 2026, sarà ricordata non solo per la splendida cornice offerta dalla capitale francese, ma anche per aver mostrato, attraverso gli interventi dei partecipanti, come il settore del factoring sia oggi a un punto di svolta su vari fronti e, per alcuni di essi, di fronte ad un vero e proprio “nuovo inizio”.
Il Summit ha ospitato numerosi contributi da parte dei protagonisti del settore e di prestigiosi esponenti delle Istituzioni nazionali ed europee, preceduti dai saluti rivolti ai partecipanti dal Presidente EUF, Fausto Galmarini e dal benvenuto nella Ville Lumière offerto da Christophe Bories (Capo del Servizio Finanziamento all’economia del Tesoro in Francia) e Philippe Mutin (Presidente della Commissione Factoring di ASF). Già in questi interventi si è sottolineata l’importanza del factoring per le imprese e di una regolamentazione bilanciata e proporzionale.
Il mercato del factoring in Europa gode di buona salute: i dati presentati da Pawel Kapczack, Presidente dell’Economic and Statistics Committee, hanno mostrato un settore che cresce più del PIL dell’UE, testimoniando ancora una volta la robustezza e la vivacità del prodotto.
Nella sessione dedicata ai Comitati tecnici dell’EUF, dall’evocativo titolo “What kept us awake at night in 2025”, sono stati affrontati i temi più “scottanti” per il factoring, dal punto di vista legale, prudenziale e della sostenibilità.
Magdalena Wessel ha elencato i vari dossier su cui l’EUF è impegnata con riferimento alla legislazione comunitaria, evidenziando in particolare lo stallo sul progetto di Late Payment Regulation e le novità sotto il profilo della lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo.
Proprio dal punto di vista dell’antiriciclaggio, la recente costituzione dell’apposita Autorità europea in materia, l’AMLA, apre un nuovo fronte per l’EUF, richiedendo per il futuro una rinnovata e rafforzata concentrazione su tali profili, sempre di grande rilievo, per ottenere, in prospettiva, il riconoscimento del basso rischio del factoring di essere veicolo del riciclaggio dei proventi di attività criminose.
Antoine de Chabot ha illustrato il lavoro dell’ESG Committee di EUF, che ha affrontato la sfida posta dalle molteplici consultazioni in ambito ESG con l’obiettivo di assicurare che non vengano richiesti ai factor adempimenti impossibili su questi fronti.
Il sottoscritto, in qualità di Presidente del Prudential Risk Committee, ha sottolineato il rilevante risultato ottenuto sul fronte della definizione di default con la pubblicazione, da parte di EBA, del documento in consultazione che aggiorna gli appositi orientamenti nel quale è introdotta la modifica richiesta dal settore, ovvero l’estensione del periodo di scaduto tecnico da 30 a 90 giorni.
Se i factor possono quindi dormire sonni un po’ più tranquilli per il futuro, l’attuale contesto politico e normativo suggerisce di non dormire troppo a lungo e di avviare una nuova fase, caratterizzata da un’azione non più principalmente “reattiva” ma, invece, proattiva e propositiva. L’occasione è data dall’avvio, da parte delle istituzioni europee, di una complessiva revisione della regolamentazione bancaria finalizzata a perseguire una maggiore semplicità del framework prudenziale e una maggiore competitività del sistema. In questo enorme sforzo, il settore del factoring deve farsi trovare preparato per promuovere un migliore riconoscimento delle peculiarità del prodotto nella normativa prudenziale, dimostrando che il factoring è il contesto perfetto per introdurre “semplificazione senza deregolamentazione” e per migliorare la competitività del sistema e, di conseguenza, delle imprese senza compromessi sulla stabilità complessiva.
L’importante tema della semplificazione è emerso anche in apertura della seconda giornata della conferenza, in particolare nell’ambito di un panel a cui hanno partecipato esponenti del settore del factoring e delle imprese, fra cui Fabrice Le Saché, Presidente della Commissione Imprenditorialità e PMI Business Europe e Vicepresidente del Medef. Nel dibattito è emerso chiaramente come semplificare le regole per i factor significa semplificare la vita alle imprese.
Sebastiano Laviola, Capo dell’Unità di Supervisione e normativa antiriciclaggio della Banca d’Italia, ha presentato gli sviluppi connessi al pacchetto “AMLA”, soffermandosi proprio sull’importanza del dialogo fra l’industria del factoring e la nuova Autorità per assicurare una normativa effettivamente bilanciata per i rischi reali dell’operatività.
Un simile messaggio arriva da EBA nella sessione dedicata alla semplificazione prudenziale. Nel dibattito con Guillame Olivier è stato evidenziato come “semplificare la regolamentazione” non significa “togliere regolamentazione”. L’esempio della DoD (il cui documento finale è atteso entro la fine del secondo trimestre del 2026) è emblematico: in questo contesto, la semplificazione arriverà senza togliere elementi normativi (anzi, in qualche misura, aggiungendo complessità). Le proposte del settore del factoring di migliorare la sensibilità al rischio dell’approccio standard trasferendo in quest’ultimo alcuni principi già applicabili nell’ambito dei modelli interni, ma senza le complessità del framework IRB, possono rappresentare un’interessante soluzione in questo stesso spirito, se supportata da dati ed evidenze empiriche. Collegare queste innovazioni al tema della proporzionalità per le istituzioni creditizie di dimensioni minori potrà fornire ulteriori spunti e impulso alle proposte del settore.
La prof.ssa Paola Schwizer ha alimentato il dibattito su questi temi presentando i risultati della ricerca SDA Bocconi sul valore del factoring per l’economia italiana e sull’effettiva capacità della normativa prudenziale di cogliere correttamente i rischi dell’operatività, rilevando come la normativa di secondo e terzo livello possa diventare fonte di frammentazione del mercato europeo, in particolare nel caso della PA.
La ricchezza dei contenuti del Summit è stata tale che è possibile soffermarsi, in queste pagine, esclusivamente sui punti più salienti.
Infine, fra i nuovi percorsi del factoring europeo che sono stati illuminati dalle luci della Tour Eiffel, merita di essere ricordato l’avvio di una nuova fase per l’EUF stessa, il cui Council ha deliberato di avviare le necessarie trasformazioni per dotare la Federazione di una struttura più chiara e robusta, di una governance rafforzata e di una maggiore capacità di sostenere, tutelare e promuovere il factoring presso le istituzioni europee.
Fuor di metafora, appare evidente come il contesto attuale presenti certamente dei rischi significativi per il settore, ma anche concrete opportunità per ottenere, su più fronti, il riconoscimento delle specificità del factoring. I percorsi sono tracciati su diversi ambiti: dal punto di vista della regolamentazione, le istituzioni chiamano, mai come oggi, l’industria del factoring a essere protagonista del cambiamento con proposte concrete ed evidenze robuste, elementi necessari per perseguire ognuno degli obiettivi preposti.